III Reggimento

3° REGGIMENTO BERSAGLIERI
Battaglioni XVIII, XX e XXV

Motto: “Maiora viribus audere”
Festa: 18  giugno –  anniversario della costituzione della Specialità (1836).
Sede: Milano – Caserma “Goffredo Mameli”.
Mostrina: fiamma a due punte di colore cremisi.

Origini e vicende organiche Nell’ambito del riordinamento del­l’Esercito disposto con  decreto del 24 gennaio 1861, il successivo 16 aprile viene formato il Comando dei Bersaglieri del 3° Corpo d’Armata, con sede in Modena, dal quale dipendono i battaglioni attivi III (1849), V (1849), XVIII (1860), XX (1860), XXIII (1860) e XXV (1860) ed un battaglione deposito. Il XVIII battaglione, incorporato con R.D. 15 aprile 1860 nell’Esercito sardo, trae origine dalle milizie del Granducato di Toscana.

L’unità, dal 31 dicembre 1861, prende il nome di 3° Reggimento Bersaglieri tuttavia il comando assolve compiti esclusivamente amministrativi e disciplinari non avendo responsabilità operative.

Successivamente passano alle dipendenze del 3° Reggimento anche i battaglioni XII (nel 1865, proveniente dal disciolto 4° Reggimento), XXXVIII (nel 1865, di nuova costituzione) e XLVIII (nel 1866, di nuova costituzione, poi sciolto nel dicembre 1870).

A datare dal 1 ° gennaio 1871, assunta anche fisiono­mia operativa, il 3° Reggimento Bersaglieri dislocato a Parma, rimane formato dai battaglioni XVIII, XX, XXV e XXXVIII che prendono rispettivamente la numerazione di I, II, III e IV. I battaglioni III, V, XII e XXIII sono ceduti per la costi­tuzione dell’8° Reggimento.

Il 16 settembre 1883 viene sciolto il IV battaglione e dal 18 giugno 1886 i rimanenti tre battaglioni riprendono la numerazione originale di XVIII, XX e XXV. Il 1° ottobre 1910 viene formato il III battaglione ciclisti che sarà poi soppresso nel novembre 1919. Per la guerra 1915-18 il deposito costituisce il 13° Reggimento Bersaglieri.

Nel corso del conflitto il 3° Reggimento è impiegato nell’ambito delle divisioni di fanteria, poi dal 29 agosto al 4 novembre 1918 è inquadrato nella VII Brigata Bersaglieri assieme al 2° Reggimento; il III battaglione ciclisti opera invece come unità autonoma per tutta la durata della guerra. Nel 1920 vengono ridotti a quadro il XXV battaglione (poi ricostituito il 27 aprile 1923) ed il XX battaglione (che è poi sciolto); quindi nel luglio 1924 tutto il reggimento è trasformato in ciclisti e tale rimarrà sino al 1936; sempre nel 1924 il ricostituito XXV battaglione assume la numerazione di XX.

La legge sull’ordinamento dell’11 marzo 1926 ne conferma la formazione su comando, XVIII e XX battaglione e deposito. Il 23 marzo 1935 il 3° è mobilitato per parteci­pare alle operazioni in Africa Orientale, ricostituisce il XXV battaglione (ora mitraglieri) e forma il LXXXIII battaglione com­plementi (questi due battaglioni sono poi sciolti il 16 dicembre 1936).

Il 1° aprile 1935 il deposito ricostituisce il 18° Reggimento Bersaglieri, con i battaglioni LXVII e LXVIII. Dall’ottobre 1939 il 3° Bersaglieri è inquadrato nella Divisione Celere “Principe Amedeo Duca d’Aosta” (3°) unitamente ai Reggimenti “Savoia Cavalleria” e “Lancieri di Novara” ed al 3° Artiglieria Celere. Con tale grande unità opera prima in Jugoslavia poi sul fronte russo ove il  valore ed il sacrificio dei bersaglieri meritano alla Bandiera due Medaglie d’Oro. Il deposito mobilita il comando del 177° rgt. bersaglieri T.M.. Viene sciolto in Emilia, ancora in fase di riordinamento, il 12 settembre 1943 dopo la conclusione dell’armistizio.

Il 1° luglio 1946 è ricostituito in Milano il 3° Reggimento Bersaglieri, per trasformazione del preesistente 3° Reggimento Fanteria, su tre battaglioni (il primo dei quali è il battaglione “Goito” che ha partecipato alla Guerra di Liberazione). Trasformato nell’agosto del 1948 il III battaglione in battaglione bersaglieri per brigata Corazzata, dal 2 settembre il 3° Bersaglieri diviene reggimento motorizzato su due battaglioni (I e II), mentre il III battaglione rimane in forza in attesa di trasferimento.

Il 15 settembre 1949 il III battaglione pas­sa all’8° Reggimento Bersaglieri in corso di ricostituzione, e dal 1° ottobre dello stesso anno la numerazione dei battaglioni del 3° Reggimento viene modificata in XVIII (quella del I) e in XX (quella del II). Dal 10 maggio 1951 il 3° è inquadrato nella Brigata Corazzata “Centauro”, che diviene Divisione il 1° novembre 1952. Il reggimento forma nel settembre 1953 un battaglione reclute il quale dal 1° novembre successivo diviene XXV battaglione bersaglieri. Il 1° novembre 1963 il XX battaglione è trasferito al 31° Reggimento Carri, ove prende il numerico di XXVIII, e nel 3° Reggimento viene in­quadrato il IV battaglione carri ceduto dallo stesso 31° Reggimento.

Con la ristrutturazione dell’Esercito il 20 ottobre 1975 il 3° Reggimento viene sciolto. La Bandiera e le gloriose tradizioni sono affidate al XVIII battaglione che dal 21 ottobre 1975 in Milano prende il nome di 18° Battaglione Bersaglieri “Poggio Scanno” ed è inquadrato nella 3a Brigata Meccanizzata “Goito”. Dall’agosto 1982 al marzo 1984 il battaglione partecipa con uomini, materiali e mezzi riuniti in una compagnia di formazione alle operazioni affidate alla Forza Multinazionale di Pace in Libano, prima con il 2° Battaglione “Governolo”, poi con il 10° Battaglione “Bezzecca”.

Con il riordinamento della Forza Armata il battaglione perde la propria autonomia il 28 agosto 1991 ed il giorno successivo da vita (in fase sperimentale) al 3° Reggimento Bersaglieri “Goito” la cui ricostituzione viene sancita in data 1° agosto 1992 con la denominazione di 3° Reggimento Bersaglieri. Dal 30 settembre 1993 al 30 gennaio 1994 il reggimento è in Somalia e concorre alla missione umanitaria IBIS 2, inquadrato nel contingente UNOSOM, meritando una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito.

Il reggimento è strutturato su comando, compagnia comando e supporto logistico, 18° battaglione “Poggio Scanno” (su tre cp. fucilieri, cp. mortai, cp. controcarri). Nell’ambito della riorganizzazione della Forza Armata, a datare dal 1° giugno 2002 è riconfigurato in NUCLEO ATTIVAZIONE (comando, cp. cdo e supporti logistici, cp. fucilieri) e passa alle dipendenze della Brigata “Ariete”. Unità a bassa prontezza (alimentazione non inferiore al 20% con organico su comando, cp. fucilieri, cp. cdo e supporti logistici. Partecipa da febbraio ad aprile 2006 all’operazione “DOMI­NO” località Veneto (Vicenza).

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